Introduzione
Il fenomeno degli infortuni, dovuti ad un incidente sul lavoro, alla guida o soltanto al caso quando siamo fuori a divertirci, interessa tutta la nostra società e merita l’attenzione di ogni cittadino.
Tutti noi abbiamo il dovere di contribuire a creare la mentalità giusta affinché i valori della sicurezza in tutta la sua pienezza e complessità siano al primo posto dell’agenda quotidiana della politica, della ricerca scientifica, della cultura, della medicina e di tutte le attività di ogni giorno.
Possiamo dire quindi, senza temere di essere smentiti, che la sicurezza in primis lavorativa, ma più in generale nella vita, è uno degli elementi essenziali che consente ad ogni cittadino di collocarsi in una posizione di piena integrazione sociale.
È, in sostanza, un punto fermo della pari dignità e dell’uguaglianza tra gli uomini.
Lo Stato, da parte sua, deve dare attuazione ai principi costituzionali, dettando quelle norme che tutelino la libertà, la dignità e la sicurezza per ognuno di noi e per le nostre famiglie, sul piano economico ed esistenziale
Il Progetto
“Se vi è un compito tra i più essenziali al mondo è quello di formare e informare ragazzi e adulti”
Questa frase contenuta nel libro “L’educazione post moderna” di Purtois e Desmet sintetizza in maniera molto chiara e significativa l’importanza della formazione.
Formare vuol dire dare nuova forma, evolvere e questo implica non solo l’acquisizione di nuove abilità o conoscenze, ma anche un cambiamento nel modo di pensare, nel modo di agire e di fare; un cambiamento non solo strumentale ma anche culturale.
Formare è prevenire, prevenire è “ mettere in guardia” perché un evento pericoloso non accada o non si ripeta.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che la prevenzione e la sicurezza diventano maggiormente efficaci se si realizza una “cultura della prevenzione”.
Questo è possibile solo se il comportamento sicuro, la valutazione dei rischi, la consapevolezza divengono parte di noi. E lo scopo che si prefigge è proprio stimolare la costruzione di una cultura della sicurezza, dell’analisi del rischio, favorire un cambiamento nella percezione del rischio e nella messa in atto di comportamenti sicuri.
Attraverso il racconto della mia esperienza e dei vissuti connessi ad essa, cerco di creare un’interazione che aiuti nella riflessione e indirizzi verso quel cambiamento comportamentale, che facilita il processo di cambiamento culturale.
Il progetto gestito a livello Regionale e Provinciale, ha già dato vita ad una serie di iniziative che hanno coinvolto varie realtà Toscane e particolare interesse è stato mostrato dai responsabili di alcune multinazionali che operano nel nostro territorio e da vari dirigenti scolastici Toscani.
Cosa esiste
Per quanto riguarda gli istituti scolastici vengono considerati a tutti gli effetti luoghi di lavoro, nei quali troviamo personale docente, amministrativo e allievi che la norma equipara al lavoratore e per i quali il dirigente scolastico ha l’obbligo di pianificare l’attività di formazione e informazione anche in tema di sicurezza.
Se sei un datore di lavoro hai l’obbligo di fornire ai tuoi lavoratori una formazione completa e adeguata sulla sicurezza sul lavoro, sui rischi presenti e sulle misure di prevenzione da adottare. La formazione per i lavoratori prevede una parte generale uguale per tutti e una parte relativa ai rischi specifici, che varia in funzione della categoria di rischio in cui è classificata l’azienda: basso, medio e alto.
Questo è quello che esiste e che prevede la legge.
Cosa propongo
Io voglio andare oltre e propongo il mio progetto speciale, che prevede l’organizzazione di uno o più incontri in cui studenti e/o lavoratori verranno messi di fronte alla realtà e all’esperienza vissuta da chi ha subito un infortunio che gli ha cambiato la vita, senza parlare di numeri e di statistiche, che poco incidono nella formazione della consapevolezza del rischio lavorativo.
Incontri che vogliono essere più che altro momenti di riflessione e condivisione per parlare di VITA, facendo leva sulle emozioni perché raccontarsi non è semplice e ti rende vulnerabile, ma apre la strada all’ascolto più di tante nozioni.


